Finanziamenti per B&B

Il Bed & breakfast in quanto attività non imprenditoriale senza partita IVA resta escluso dai finanziamenti alle imprese. Ma nessuno vi vieta di aprire una partita Iva per il vostro B&B o Affittacamere: ANBBA valuta che per un giro di affari superiore ai 20.000 Euro all'anno valga la pena aprire una partita IVA.

Senza partita IVA resta la possibilità di avvalersi dei benefici offerti dalle leggi che agevolano i privati per la ristrutturazione della propria abitazione.

E' prorogata anche per il 2001 la detrazione IRPEF del 36% per le spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione di abitazioni private e parti comuni di condomini.

Il tetto massimo agevolabile è di 150.000.000 Lire per ogni anno di lavori e per ogni immobile, cioè 54.000.000 di bonus (36% di 150 milioni). La detrazione deve essere suddivisa per i 5 anni successivi.

A chi spetta

Proprietari, chi è in affitto, chi ha la nuda proprietà, il familiare convivente del possessore ed altre categorie.

Spese ammesse

  1. Lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo.
  2. Altre spese come progettazione, spese per perizie, per gli oneri di urbanizzazione…
  3. Lavori di ordinaria manutenzione solo per le parti comuni di condomini, quindi non per l'appartamento di abitazione.

Importante: la domanda deve essere presentata prima dell'inizio dei lavori.

Questa legge offre anche una detrazione del 19% dell'importo degli interessi passivi sul mutuo contratto per acquistare l'abitazione principale.

Per informazioni e moduli sito Internet www.finanze.it o presso tutti gli Uffici delle entrate.

 

Finanziamenti per Affittacamere

Le leggi che seguono richiedono che l'affittacamere sia gestito in modo imprenditoriale, quindi bisogna avere partita IVA.


BANDO APERTO (Termine di chiusura per la presentazione delle domande: 31 maggio).

E' aperto dal 2 marzo il nuovo bando della legge che offre finanziamenti alle imprenditrici o alle donne che desiderano aprire una nuova impresa.

Questa legge offre un contributo in conto capitale alle piccole e medie imprese a prevalente partecipazione femminile.

Beneficiari

  1. Imprese individuali in cui titolare sia una donna.
  2. Società di persone e cooperative in cui almeno il 60% dei soci sia composto da donne.
  3. Società di capitali in cui le donne detengano almeno i due terzi del totale del capitale e costituiscano almeno i due terzi del totale dei componenti del consiglio di amministrazione.

Agevolazione

Il contributo offerto varia a seconda delle zone d'Italia tra il 15% e il 60% dell'investimento ammesso. Comunque può essere richiesto in ogni regione un 50% di finanziamento fino a un importo massimo di 193 milioni se richiesto in regime "de minimis" (il "de minimis" è la soglia sotto la quale non vale la legge europea che vieta gli aiuti di stato alle imprese).

Finanzia

  1. NUOVE ATTIVITA'
  2. PROGETTI INNOVATIVI
  3. RILEVAMENTO D'IMPRESA PREESISTENTE

Quindi può fare domanda sia chi abbia già compiuto gli investimenti, sia chi debba ancora farli. Se il contributo non viene concesso non vi è alcun obbligo di realizzare gli investimenti per cui era stato richiesto.

Spese ammissibili

  1. Impianti generali: impianto elettrico, idrico, riscaldamento e condizionamento.
  2. Macchinari e attrezzature: mobili, centralini, telefono, computer, fax…
  3. Opere murarie entro il limite del 25% della spesa per impianti e attrezzature.

Restano escluse autovetture, costruzione o acquisto di edifici.

Tempi di erogazione del contributo

In base al nuovo regolamento da poco emanato si sono notevolmente accelerati i tempi di erogazione del contributo. 30% dell'intero contributo a fine 2001, purché si sia già effettuata e pagata una corrispondente parte dell'investimento; saldo all'incirca a metà del 2002, se gli investimenti sono già realizzati a tale data.

In base al nuovo regolamento saranno le regioni ad occuparsi dell'istruttoria e dell'erogazione dei finanziamenti. Le domande verranno inserite in una graduatoria con un punteggio determinato in base ad alcuni parametri. Solo le domande meglio posizionate riceveranno i finanziamenti.

Bandi di prossima apertura

Questa legge interessa chi ha compiuto degli investimenti a partire dal luglio 1999 fino alla data di presentazione della domanda. Offre un credito d'imposta del 20% sugli investimenti ammissibili già compiuti. Il credito è applicabile all'IRPEF o IRPEG a saldo dell'anno successivo all'anno in cui viene concessa l'agevolazione e se l'importo non viene coperto del tutto per gli anni successivi.

Importo massimo del finanziamento è di 100.000 Euro cioè 193.627.000 Lire corrispondenti a spese per 968.135.000 Lire.

Spese ammissibili

  1. Beni strumentali: mobili, arredamento, biancheria, attrezzature (stoviglie, posate), impianti generici (riscaldamento, condizionamento), impianti specifici (igienici, cucina, frigorifero, ascensori, telefoni…), macchine d'ufficio…
  2. Sono escluse spese per acquisto o ristrutturazione di edifici o opere edilizie e per autovetture.

Deve trattarsi di beni di nuova fabbricazione, strettamente pertinenti all'attività esercitata nell'unità locale indicata nella domanda. Gli investimenti devono essere integralmente fatturati a partire dallo luglio 1999 ( questa data può variare da regione a regione) fino alla data di spedizione domanda e ogni singolo bene deve essere stato pagato almeno al 30%. I beni devono essere iscritti nel libro dei cespiti ammortizzabili e non devono essere alienati per 3 anni dopo la concessione del credito d'imposta.

La domanda, quindi, si può effettuare per spese già effettuate e non come nella legge per l'imprenditoria femminile per un progetto ancora da realizzare.